Codex Sanctorum Il codice dei santi

Marina di Bitinia

Entrò in monastero travestita da ragazzo, fu accusata di un figlio che non aveva avuto, tacque e lo allevò.

Ritratto — Marina di Bitinia
Wikimedia Commons, Public domain — Richard de Montbaston, from Jacobus de Voragine, Legenda aurea (traduction de Je

Rimasta sola con il padre, Marina lo seguì in monastero con il nome di Marino, in abito da uomo, e nessuno vi vide una donna. La figlia di un oste, incinta, l'accusò di essere il padre del suo bambino. Marina non si difese: cacciata, visse alla porta del monastero e vi allevò il bambino, poi fu riammessa come servo. Chi fosse si scoprì solo lavandone il corpo per la sepoltura. Il racconto è una vita agiografica, e non una testimonianza; le tradizioni non concordano sui luoghi. Il sinassario bizantino la fa nascere in Bitinia e la colloca in un monastero presso Alessandria, dove la festeggia il 12 febbraio; i maroniti la dicono di Qannubin, nella valle santa del Libano. La Legenda aurea, che la fece conoscere all'Occidente, non nomina alcun luogo. Perfino il suo secolo è incerto: la Vita pare composta tra il 525 e il 650, la critica la colloca nel V secolo, e la tradizione ricevuta nell'VIII. È festeggiata il 18 giugno, presso i copti il 15 di Mesra, e a Venezia il 17 luglio, giorno della traslazione delle sue reliquie. Non la si confonda con Margherita di Antiochia, che l'Oriente chiama anch'essa Marina e festeggia lo stesso 17 luglio.

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Fonti