Codex Sanctorum Il codice dei santi
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Caterina da Genova

Sposata a sedici anni a un marito dissipatore, diresse il grande ospedale della sua città e scrisse del purgatorio come di un fuoco che guarisce.

Ritratto — Caterina da Genova
Wikimedia Commons, domaine public — Marco Benefial, « Sainte Catherine de Gênes »

Nata nel 1447 nella famiglia Fieschi, che aveva dato due papi, fu sposata a sedici anni a Giuliano Adorno per suggellare un'alleanza tra clan rivali. Seguirono dieci anni di solitudine e depressione, mentre il marito dissipava altrove la fortuna. Nel 1473 una confessione che non portò a termine la mutò d'un colpo; da quel giorno datò una conversione che non la lasciò più. Rovinato, Giuliano le si riavvicinò, ed entrambi si stabilirono all'ospedale degli incurabili di Genova, dove ella curava i malati e nel 1490 divenne direttrice dell'istituto, amministrandolo durante la peste del 1493 — che portò via quattro quinti di quanti erano rimasti in città. Intorno a lei si formò un circolo di laici e sacerdoti. I suoi colloqui, raccolti dopo la morte, formano il Trattato del purgatorio e il Dialogo spirituale: vi descrive il purgatorio non come castigo ma come un bruciore d'amore che purifica, lettura che segnò la spiritualità europea fino a Fénelon e Newman. Morì nel 1510. Canonizzata nel 1737, è celebrata il 15 settembre.

Patronato

Riconoscere

Raffigurata in veste scura accanto a un letto di malato, o in estasi con una fiamma tra le mani.

Fonti

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