Carmelitana fiorentina le cui estasi, dettate alle consorelle mentre duravano, riempiono cinque volumi.
Figlia di una delle grandi famiglie di Firenze, Caterina de' Pazzi entrò nel Carmelo di Santa Maria degli Angeli a sedici anni. I suoi rapimenti furono così frequenti che la comunità prese l'abitudine di seguirla, penna in mano, per trascrivere ciò che diceva mentre lo diceva: caso quasi unico di una mistica registrata dal vivo. Attraversò anche cinque anni di aridità totale e di tentazioni che chiamava la fossa dei leoni, per allusione a Daniele, e il cui racconto è riportato nel manoscritto della Probatione. Sfinita dalla malattia, morì a quarantun anni e fu canonizzata nel 1669.