Figlio di tessitore catalano, arcivescovo di Santiago di Cuba e fondatore dei clarettiani, pioniere dell'apostolato a stampa.
Antonio Claret imparò il mestiere di tessitore prima di entrare in seminario, e di quella formazione conservò il gusto delle cose fatte in serie: fondò una casa editrice religiosa e diffuse parecchi milioni di opuscoli, il che ne fa uno dei primi ad aver pensato l'evangelizzazione in termini di stampa. Nominato arcivescovo di Santiago di Cuba nel 1850, vi riformò il clero, regolarizzò migliaia di unioni e si scontrò con i proprietari di schiavi; quindici volte si tentò di ucciderlo. Richiamato in Spagna come confessore di Isabella II, seguì la regina in esilio e morì in Francia, a Fontfroide. Fondatore dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, fu canonizzato nel 1950.