Papa del III secolo la cui lettera sull'unità di Cristo fu invocata due secoli dopo contro Nestorio.
Felice governò la Chiesa di Roma dal 269 al 274, tra due persecuzioni, negli anni in cui l'imperatore Aureliano riorganizzava l'Impero. Intervenne nella vicenda di Paolo di Samosata, vescovo di Antiochia deposto per la sua dottrina sulla persona di Cristo, e la lettera che scrisse in quell'occasione fu citata al concilio di Efeso nel 431 come antica testimonianza dell'unità del Verbo incarnato. Il Liber pontificalis gli attribuisce l'uso di celebrare la messa sulle tombe dei martiri — l'origine dell'altare con reliquie. Fu sepolto nella catacomba di Callisto.