A lui si deve la commissione di una Bibbia latina la cui traduzione servì per mille anni.
Di origine probabilmente ispanica, fu eletto vescovo di Roma nel 366 al termine di un'elezione sanguinosa: i suoi sostenitori e quelli del rivale Ursino si scontrarono per le strade, lasciando oltre cento morti in una basilica. Il suo pontificato di diciotto anni rafforzò tuttavia la posizione romana. Combatté l'arianesimo e fece tenere nel 382 un concilio che fissò l'elenco dei libri accolti come Scrittura. Là incaricò il suo segretario Girolamo di rivedere le traduzioni latine della Bibbia: da quel lavoro nascerà la Vulgata, testo di riferimento dell'Occidente cristiano per oltre mille anni. Fece anche cercare, liberare e ornare le tombe dei martiri delle catacombe, componendone le iscrizioni in versi: gli epigrammi damasiani, incisi in una scrittura disegnata per lui. Morì nel 384. È celebrato l'11 dicembre.
Raffigurato da papa con un libro aperto, talvolta accanto a un'iscrizione incisa, allusione agli epitaffi che compose per i martiri.