Terziaria domenicana giapponese, arsa a fuoco lento a Nagasaki per aver ospitato dei sacerdoti.
Marina nacque a Ōmura, donde ha origine il nome di Marina di Ōmura che le dà la maggior parte delle fonti; l'uso francese la dice Marina di Nagasaki, dove morì. Marina entrò nel terz'ordine domenicano nel 1626 e vi pronunciò voti privati di povertà, castità e obbedienza, mentre il cristianesimo era proscritto in Giappone. Ospitò missionari braccati: fu questo che le si rimproverò. Gettata in prigione, fu pubblicamente esposta alla derisione della sua castità, poi arsa a fuoco lento l'11 novembre 1634. Giovanni Paolo II la beatificò a Manila nel 1981 e la canonizzò il 18 ottobre 1987 tra i sedici martiri del Giappone, fra cui anche Lorenzo Ruiz: la Chiesa li celebra insieme il 28 settembre, mentre il Martirologio romano serba a Marina il suo giorno proprio, l'11 novembre. Non la si confonda con Maddalena di Nagasaki, morta anch'essa nel 1634 e canonizzata lo stesso giorno, ma suppliziata nella fossa.