Cieco dalla nascita, bardo e monaco, resta uno dei santi più popolari di Bretagna.
La tradizione bretone lo dice figlio di un bardo gallese giunto alla corte di Childeberto e di una fanciulla del luogo, nato cieco verso il 521. Cresciuto dalla madre e poi da uno zio eremita, visse di carità e di canto: andava di villaggio in villaggio guidato da un fanciullo, componendo inni in bretone, e la gente veniva ad ascoltarlo. Fondatore o abate del monastero di Lanhouarneau, rifiutò il sacerdozio e restò semplice monaco. La sua leggenda più tenace vuole che un lupo, divorato l'asino che tirava il suo aratro, si sia lasciato aggiogare al suo posto per finire l'aratura. È invocato contro le malattie degli occhi, per i ciechi e i malati; il suo nome è fra i più diffusi in Bretagna, e il suo perdono è ancora seguito.
Monaco cieco guidato da un fanciullo, un lupo docile accanto o aggiogato a un aratro.