Codex Sanctorum Il codice dei santi
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Elisabetta del Portogallo

Due volte si frappose tra un padre e un figlio in armi, cavalcando fin tra le schiere per impedire la battaglia.

Ritratto — Elisabetta del Portogallo
Wikimedia Commons, domaine public — école madrilène, « Sainte Élisabeth de Portugal »

Figlia del re Pietro III d'Aragona e pronipote di Elisabetta d'Ungheria di cui porta il nome, nata nel 1271, sposò a dodici anni Dionigi I di Portogallo. Il regno fu prospero, il marito infedele: ella allevò i figli naturali di lui insieme ai propri. La sua fama poggia su due mediazioni. Nel 1323, quando il figlio Alfonso levò un esercito contro il padre, montò a cavallo e si pose tra le due schiere schierate ad Alvalade, ottenendone la riconciliazione; lo rifece nel 1336, malata, per separare il figlio ormai re dal genero castigliano, e morì a Estremoz al ritorno da quell'ultima cavalcata. Vedova nel 1325, aveva preso l'abito del terz'ordine francescano e viveva presso il monastero di Santa Chiara a Coimbra, da lei fondato. La leggenda delle rose, in cui i pani che portava ai poveri si mutano in fiori sotto lo sguardo del re, le fu trasferita dalla prozia. Canonizzata nel 1625, è celebrata il 4 luglio.

Patronato

Riconoscere

Raffigurata da regina o in abito francescano, un lembo della veste colmo di rose, talvolta con una colomba o un ramo d'ulivo.

Fonti

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