Figlio di un postino di campagna divenuto papa, abbassò a sette anni l’età della prima comunione e volle «instaurare ogni cosa in Cristo».
Giuseppe Sarto nacque nel 1835 a Riese, in Veneto, in una famiglia povera: il padre era postino del paese. Parroco di campagna, poi vescovo di Mantova e patriarca di Venezia, fu eletto papa nel 1903 e prese per motto «instaurare ogni cosa in Cristo». Il suo pontificato segnò la liturgia e la vita sacramentale: incoraggiò la comunione frequente e abbassò l'età della prima comunione a quella della ragione, sette anni, rompendo con un uso che la rinviava all'adolescenza. Riformò il canto liturgico, avviò la rifusione del diritto canonico e riorganizzò la curia. Condannò il modernismo con una severità che pesò a lungo sulla ricerca teologica cattolica, e la repressione che ne seguì lascia divisi i giudizi sul suo pontificato. Morì nell'agosto 1914, poche settimane dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale che non aveva potuto impedire. Canonizzato nel 1954, è celebrato il 21 agosto.
Raffigurato con la tiara o la mozzetta bianca, il volto scavato, spesso con un'ostia o un bambino che si comunica accanto a lui.