Metropolita greco calunniato e deposto, morto come umile cappellano, canonizzato quarant'anni dopo.
Nato nella Tracia ottomana, Nettario Kephalas divenne metropolita di Pentapoli nel patriarcato di Alessandria, dove la sua popolarità suscitò gelosie: accusato senza prove di ambire al trono patriarcale, fu destituito e rimandato in Grecia senza spiegazioni né processo. Visse vent'anni come predicatore itinerante e poi come direttore di una scuola di teologia, senza mai dire una parola contro i suoi accusatori, e fondò nel 1904 il monastero della Santissima Trinità a Egina. Morto di cancro in un ospedale di Atene nel 1920, fu canonizzato dal patriarcato ecumenico nel 1961 ed è oggi annoverato tra i santi più invocati del mondo ortodosso.