Brillante filosofo e teologo del Nord Africa, le sue 'Confessioni' descrivono una conversione spettacolare e una profonda influenza sul pensiero occidentale.
Sant'Agostino d'Ippona (354-430) fu una delle figure più influenti del cristianesimo antico. Nato a Tagaste, in Numidia (attuale Algeria), fu inizialmente un brillante retore e filosofo manicheo prima della sua spettacolare conversione al cristianesimo nel 386, sotto l'influenza di sua madre Monica e del vescovo Ambrogio di Milano. Divenuto sacerdote e poi vescovo di Ippona nel 395, dedicò il resto della sua vita alla difesa della fede cristiana contro varie eresie (manicheismo, donatismo, pelagianesimo). Le sue opere maggiori, in particolare le 'Confessioni' (racconto autobiografico della sua conversione) e 'La Città di Dio' (una filosofia della storia e una difesa del cristianesimo), hanno profondamente segnato la teologia, la filosofia e il pensiero occidentale. È riconosciuto come uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa d'Occidente e la sua influenza perdura fino ai giorni nostri.