Vescovo preso nelle guerre di palazzo merovinge, accecato e poi decapitato dal potere.
Nato verso il 616 nell'aristocrazia franca, cresciuto alla corte di Clotario II e poi presso lo zio vescovo di Poitiers, divenne vescovo di Autun verso il 663 e vi governò bene: riparò la città, riunì un concilio, placò fazioni rivali. Ma l'epoca non lasciava un vescovo fuori dalla politica. Prese partito nella lotta fra Childerico II ed Ebroino, maggiordomo di palazzo di Neustria, e ne divenne il nemico personale. Assediato in Autun nel 675, si consegnò per risparmiare la città. Gli cavarono gli occhi, gli tagliarono la lingua, lo trascinarono di monastero in monastero per due anni; poi un tribunale lo degradò e fu decapitato verso il 679 in una foresta dell'Artois. Il popolo lo tenne subito per martire, e il suo nome — Leodegarius — diede Léger, poi Saint-Léger, a decine di comuni francesi.
Vescovo con un succhiello o una lesina, strumento del suo accecamento; talvolta gli occhi posati su un libro, come santa Lucia.