Arcivescovo che dava via tutto, rifiutò la sede di Granada e morì su un letto in prestito, avendo lasciato il suo a un povero.
Nato nel 1486 in Castiglia, figlio di un mugnaio agiato che distribuiva farina ai bisognosi, insegnò filosofia ad Alcalá e rifiutò una cattedra a Salamanca per entrare tra gli agostiniani nel 1516. Come provinciale inviò i primi religiosi del suo ordine in Messico. Carlo V lo nominò arcivescovo di Valencia nel 1544; accettò dopo aver declinato la sede di Granada e giunse a piedi nella sua diocesi, con l'abito che portava in convento. Il suo governo si riassume in una pratica: distribuiva quasi tutto ciò che riceveva. Aprì la casa agli orfani, dotò fanciulle povere, riscattò prigionieri e mantenne centinaia di mendicanti — al punto che gli si rimproverò di incoraggiare l'ozio, cui rispondeva non spettargli giudicare prima di dare. Tenne un sinodo, riformò il clero, fondò un collegio per i convertiti moriscos. Alla morte, nel 1555, aveva lasciato il letto a un prigioniero e lo prese in prestito per morirvi. Canonizzato nel 1658, è celebrato l'8 settembre.
Raffigurato da vescovo mentre distribuisce monete ai mendicanti, la mitra posata a terra e la borsa aperta.