Codex Sanctorum Il codice dei santi
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Callisto I

Antico schiavo condannato alle miniere di Sardegna, divenne papa e fece scandalo perdonando l’imperdonabile.

Ritratto — Callisto I
Wikimedia Commons, domaine public — portrait ancien, auteur inconnu

La sua vita è nota soprattutto attraverso l'avversario Ippolito, il che invita alla prudenza. Schiavo di un cristiano della casa imperiale, avrebbe perduto il denaro di un banco affidatogli, poi sarebbe stato condannato alle miniere di Sardegna dopo una rissa in una sinagoga. Liberato, il papa Zefirino gli affidò il cimitero della via Appia: le catacombe che portano ancora il suo nome e dove sarebbero stati sepolti sedici papi. Eletto vescovo di Roma verso il 217, ammise alla penitenza e alla comunione cristiani colpevoli di colpe gravi, adulterio compreso, il che Ippolito giudicò intollerabile fino a farsi eleggere contro di lui. Riconobbe anche le unioni tra donne di rango e uomini di condizione servile, che il diritto romano rifiutava. Morì verso il 222, probabilmente in un tumulto, e la tradizione lo onora come martire. È celebrato il 14 ottobre.

Riconoscere

Raffigurato da papa con una macina o una pietra al collo, allusione al racconto della sua morte, gettato in un pozzo.

Luoghi

Nascita
Rome
Morte
Rome

Fonti

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