Erede di un marchesato che cedette al fratello per entrare tra i gesuiti, morì a ventitré anni curando gli appestati.
Figlio primogenito del marchese di Castiglione, nato nel 1568, era destinato alle armi e alla corte: paggio in Spagna presso l'infante, conobbe gli intrighi dei principati italiani prima dei vent'anni. La decisione di entrare nella Compagnia di Gesù gli costò tre anni di braccio di ferro col padre, che vinse infine rinunciando al titolo in favore del fratello. Novizio a Roma dal 1585, studiò teologia sotto Roberto Bellarmino. Nel 1591 la peste colpì la città; i gesuiti aprirono un ospedale ed egli si dedicò al trasporto e alla cura dei malati. Contrasse il morbo e morì il 21 giugno, a ventitré anni. Canonizzato nel 1726, fu dichiarato patrono della gioventù cristiana tre anni dopo. La sua festa cade il 21 giugno.
Raffigurato giovane, in tonaca nera e cotta bianca, un giglio in mano e un crocifisso al petto, talvolta con una corona posata ai piedi.