Codex Sanctorum Il codice dei santi
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Teofane l'Innografo

Monaco bizantino e vescovo di Nicea nel IX secolo, celebre per la sua eroica difesa delle icone, le persecuzioni e torture subite, e la sua opera prolifica.

Ritratto — Teofane l'Innografo
Public domain, Wikimedia

Nato nel 778 nella terra dei Moabiti, Teofane e suo fratello minore Teodoro entrarono nel monastero di San Saba in Palestina intorno all'800, sotto la guida spirituale di Michele il Sincello. Nel 813, furono inviati in missione a Costantinopoli dal Patriarca di Gerusalemme. Lì, affrontarono l'imperatore Leone V l'Armeno e la sua politica iconoclasta. Imprigionati ed esiliati una prima volta, furono rilasciati nell'820. Sotto l'imperatore Teofilo, l'iconoclastia fu nuovamente imposta con rigore. Nel 836, dopo essere stati imprigionati e picchiati, Teofane e Teodoro furono sottoposti a un crudele supplizio: dodici trimetri giambici in lode dell'iconoclastia furono incisi sui loro volti con aghi arroventati, guadagnandosi il soprannome di «Graptoi» (i Marchiati). Esiliati ad Apamea di Bitinia, Teodoro vi morì nell'841. Dopo la restaurazione del culto delle immagini nell'843, Teofane, trattato come un eroe, fu nominato metropolita di Nicea dal Patriarca Metodio. Si occupò del trasferimento delle reliquie di suo fratello e trascorse gli ultimi anni della sua vita, fino alla sua morte l'11 ottobre 845, a comporre una considerevole quantità di canoni poetici. Di lui si sono conservati 181 componimenti liturgici, molti dei quali sono ancora cantati oggi per le feste del Signore, giustificando il suo soprannome di «Innografo».

Fonti

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