Leggendario nobile franco, convertito da San Remi, che divenne eremita nel Limousin ed è il santo patrono dei prigionieri, delle partorienti e del bestiame.
Leonardo di Noblat, conosciuto anche con diversi nomi, è un nobile franco la cui vita è raccontata da una leggenda tardiva, attestata da una biografia dell'XI secolo (BHL 4862). Convertito al cristianesimo da San Remi nel 496, contemporaneamente a Clodoveo, Leonardo ottenne dal re il diritto di liberare i prigionieri che riteneva degni. Divenne così il patrono di un gran numero di prigionieri. Avendo rifiutato l'episcopato, si unì all'abbazia di Saint-Mesmin de Micy prima di ritirarsi come eremita nelle foreste del Limosino, dove numerosi discepoli lo seguirono. La leggenda narra che pregò per la nascita di un erede maschio per il re dei Franchi, e in ricompensa, ricevette terre a Nobiliacum (Noblat) dove fondò un'abbazia, dando origine al villaggio di Saint-Léonard-de-Noblat. Il suo culto è famoso per i miracoli di liberazione: i prigionieri che lo invocavano dalle loro celle vedevano le loro catene spezzarsi, le portavano poi in omaggio e spesso rimanevano con lui per una nuova vita. Sebbene non esista alcuna menzione storica prima del XI secolo (la prima risale al 1028), il suo culto si diffuse rapidamente. Pellegrini famosi, tra cui Boemondo di Taranto (la cui miracolosa liberazione nel 1103 gli fu attribuita), Riccardo Cuor di Leone e il re Carlo VII, visitarono la sua tomba, rafforzandone la fama. L'abbazia di Noblat divenne una tappa importante sulla Via di Santiago de Compostela, e il culto di San Leonardo si diffuse in tutta l'Europa occidentale. Viene invocato per la liberazione dei prigionieri, il parto delle donne e le malattie del bestiame. Lo stemma di Saint-Léonard-de-Noblat reca, peraltro, le sue catene spezzate.