Una giovane diaconessa del III secolo, consacrata al Vangelo, sopportò torture atroci senza mai vacillare nella fede. La sua fermezza generò conversioni e miracoli, finché non suggellò la sua testimonianza con il sangue, sotto la lama.
Santa Tatiana di Roma è venerata come una martire della Chiesa primitiva, vissuta nel III secolo sotto il regno dell'imperatore Severo Alessandro. Diaconessa pia, fu arrestata per la sua fede cristiana e sottoposta a orribili torture, tra cui percosse, lacerazioni con uncini e gettata in una fossa di leoni. Tuttavia, secondo la tradizione, sopravvisse miracolosamente a ogni prova, e i suoi aguzzini furono spesso o convertiti dalla vista della sua fede incrollabile e degli angeli che apparivano per proteggerla, o colpiti dalla morte o da infermità. Si racconta persino che gli idoli pagani che era costretta ad adorare crollassero e si frantumassero al suo contatto. Alla fine, di fronte al suo persistente rifiuto di rinunciare a Cristo, fu decapitata, compiendo così il suo martirio. La sua perseveranza e i miracoli associati alla sua sofferenza ne hanno fatto un simbolo di forza e di protezione divina, particolarmente venerata nella Chiesa ortodossa.