Monaco e teologo conosciuto come il 'Padre del Monachesimo Occidentale'. Le sue opere, le 'Istituzioni' e le 'Conferenze', hanno trasmesso la saggezza dei Padri del Deserto egiziano all'Europa, plasmando profondamente la règle de saint Benoît.
Giovanni Cassiano (c. 360-435) è una figura di spicco del monachesimo cristiano, riconosciuto per il suo ruolo di trasmettitore della spiritualità dei Padri del Deserto egiziano verso l'Occidente. Nato probabilmente in Scizia Minore, intraprese molto giovane un lungo viaggio in Oriente, trascorrendo molti anni nei monasteri e negli eremi d'Egitto e di Palestina. Lì, assimilò in profondità le pratiche ascetiche e la dottrina spirituale degli anacoreti, in particolare gli insegnamenti dei Padri come Evagrio Pontico e Macario. Ordinato diacono da San Giovanni Crisostomo a Costantinopoli, si recò poi a Roma, e infine si stabilì in Gallia, a Marsiglia, dove verso il 415 fondò l'abbazia di Saint-Victor e un monastero di monache. Le sue due opere capitali, le 'Istituzioni cenobitiche' (De institutis coenobiorum et de octo principalium vitiorum remediis) e le 'Conferenze' (Collationes patrum), sono tesori della letteratura spirituale. Le 'Istituzioni' descrivono l'organizzazione della vita monastica e i rimedi agli otto vizi capitali, mentre le 'Conferenze' riportano gli incontri con i grandi Padri del deserto su diversi argomenti della vita spirituale e della perfezione monastica. Questi scritti esercitarono un'influenza considerevole sullo sviluppo del monachesimo occidentale, servendo da fonte di ispirazione e modello a numerosi fondatori, tra cui San Benedetto da Norcia per la sua celebre Regola. Sebbene alcune delle sue posizioni sulla grazia e il libero arbitrio siano state criticate e associate al semi-pelagianesimo, la Chiesa riconosce l'immense contributo di Giovanni Cassiano alla spiritualità cristiana.